{"id":5248,"date":"2024-02-06T13:36:51","date_gmt":"2024-02-06T12:36:51","guid":{"rendered":"https:\/\/dottfabriziosergio.it\/newsite\/?p=5248"},"modified":"2024-03-13T15:16:22","modified_gmt":"2024-03-13T14:16:22","slug":"appunti-di-anatomia-biomeccanica-del-piede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dottfabriziosergio.it\/newsite\/appunti-di-anatomia-biomeccanica-del-piede\/","title":{"rendered":"Appunti di anatomia biomeccanica del piede"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5248\" class=\"elementor elementor-5248\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c642383 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"c642383\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-fb4e70f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"fb4e70f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div>GRECO EGIZIANO QUADRATO PIEDE STATICO Quando si sta in piedi senza muoversi l\u2019appoggio al suolo avviene per il 50% sul retropiede (parte posteriore) e 50% sull\u2019avampiede (parte anteriore) di questo il 35% sulla parte interna e il 15 % sulla parte esterna. Quindi il piede nudo al suolo poggia per met\u00e0 sulla parte posteriore e per met\u00e0 su quella anteriore, se invece abbiamo una scarpa con un tacco via via pi\u00f9 importante l\u2019appoggio sar\u00e0 pi\u00f9 anteriore.<\/div><div>PIEDE DINAMICO Nel piede durante la marcia il motore principale \u00e8 il muscolo tricipite che si inserisce dietro il calcagno. Sul piano funzionale c\u2019\u00e8 il prolungamento del tendine nella parte inferiore del sistema aponeurotico plantare. L\u2019azione del tricipite si prolunga fino all\u2019estremit\u00e0 anteriore dei metatarsi, sotto la pianta. Meccanicamente il calcagno \u00e8 come un osso sesamoide, aumenta il braccio di leva del tendine d\u2019Achille. Quando si guarda la totalit\u00e0 dell\u2019arto inferiore, ad ogni livello c\u2019\u00e8 un sistema che aumenta la potenza del muscolo: 1. nel piede, \u00e8 il calcagno che \u00e8 sagittale, \u00e8 orientato nel senso della marcia; 2. nel ginocchio, \u00e8 la rotula, orientata nel piano sagittale, aumenta la forza del quadricipide; 3. nell\u2019 anca, \u00e8 il collo femorale che aumenta la potenza dei muscoli che stabilizzano il bacino. I primi due hanno una direzione sagittale e quindi aumentano la forza nel piano sagittale, nel terzo c\u2019\u00e8 un cambiamento nella direzione della forza che invece si muove su un piano frontale; quindi il bacino in appoggio sull\u2019anca pu\u00f2 avere un movimento di rotazione nei tre piani dello spazio.<\/div><div>TORSIONE ASSIALE DELL\u2019 ARTO INFERIORE Nel femore testa e collo non giacciono sul stesso piano frontale ma il collo femorale forma con il piano frontale un angolo di quindici gradi detto angolo di antiversione ( come se l\u2019 estremit\u00e0 superiore del femore fosse in rotazione esterna). Il femore lungo il suo asse longitudinale fa una torsione interna; quando si guarda la tibia sul suo asse longitudinale fa una rotazione esterna. Nel neonato questi angoli sono diversi: l\u2019angolo di antiversione \u00e8 di 30 \u2013 35 &#8211; 40. Durante la crescita c\u2019\u00e8 progressivamente una riduzione dell\u2019 angolo di antiversione questo momento coincide con il raggiungimento della posizione eretta; anche la tibia alla nascita non presenta la torsione sul proprio asse longitudinale che aumenta,invece, durante la crescita. Quando si fa una TAC si pu\u00f2 vedere l\u2019angolo di antiversione del collo femorale di 15\u00b0 e l\u2019asse bimalleolare che rispetto al piano frontale forma anch\u2019esso un angolo di 15\u00b0: c\u2019\u00e8 una sovrapposizione tra l\u2019asse del collo femorale e l\u2019asse bimalleolare. Quando camminiamo, infatti,rispetto alla linea di marcia il piede fa un angolo di 15\u00b0 corrispondente a quello bimalleolare. Durante la marcia il piede prende appoggio al suolo prima attraverso la parte posteriore e poi con quella anteriore; il passaggio del passo dall\u2019appoggio posteriore a quello anteriore avviene sul bordo esterno; il piede fa un movimento di pronazione. La fine dell\u2019appoggio e il distacco avviene sul primo dito, la spinta \u00e8 data dal flessore dell\u2019alluce. Se consideriamo la fisiologia della sottoastragalica,articolazione tra astragalo e calcagno, l\u2019asse di mobilit\u00e0 si chiama asse di Hench\u00e9 ; quando si guarda questo asse durante la marcia ha la stessa direzione del senso di marcia. Sotto il piede c\u2019\u00e8 una pompa venosa molto sviluppata , che durante il cammino, con la continua alternanza tra pressione( appoggio) e rilassamento( stacco), fa risalire il sangue dall\u2019 estremit\u00e0 al cuore. Quando siamo fermi non c\u2019\u00e8 l\u2019effetto pompa e il sangue rimane nella parte inferiore del corpo, per questo, quando rimaniamo troppe ore fermi in posizione eretta sentiamo le gambe eccessivamente pesanti. RADIOLOGIA Quando si vuole guardare una zona si fanno almeno due proiezioni ortogonali: 1. una proiezione nel piano frontale; 2. una proiezione nel piano laterale. Nella proiezione frontale vediamo il tarso posteriore formato dall\u2019astragalo e dal calcagno che insieme al cuboide, che in questa proiezione non si vede bene, formano la linea articolare di Schopard; e il tarso inferiore formato dallo scafoide e davanti dal I, II e III cuneiforme che insieme formano la linea articolare di Lisfranch. Al davanti di questa linea articolare troviamo le basi dei cinque metatarsi. Attraverso questa proiezione sono visibili anche i due ossi sesamoidi presenti sotto la testa del primo meta; al davanti delle teste metatarsali ci sono le dita.<\/div><div>Possiamo vantare diversi angoli: ANGOLO DI APERTURA DEL PIEDE 20\u00b0- 30\u00b0 Si tracciano due linee, una lungo l\u2019asse del I dito e la secondo lungo l\u2019asse del V. all\u2019incrocio tra queste due dita si forma l\u2019angolo di apertura del piede.\u00a0<\/div><div>ANGOLO DI APERTURA DEL PRIMO SPAZIO \u00c8 l\u2019angolo che si forma tra il I e il II metatarso; \u00e8 normalmente inferiore a 10\u00b0. Quando c\u2019\u00e8 un\u2019apertura esagerata di quest\u2019angolo si dice metatarso varo; quando c\u2019\u00e8 una chiusura di quest\u2019angolo si parla di alluce valgo.<\/div><div>ANGOLO DELL\u2019ALLUCE RISPETTO AL PRIMO META \u00c8 normalmente inferiore a 10\u00b0 va ad aumentare il valgismo dell\u2019alluce.<\/div><div>CURVA O PARABOLA DI LELIEVRE Le teste metatarsali sono disposte su una curva regolare. Possiamo riscontrare delle anomalie nella regolarit\u00e0 di questa curva, ci pu\u00f2 essere una testa pi\u00f9 lunga o pi\u00f9 corta delle altre, che condizionano l\u2019appoggio al suolo: c\u2019\u00e8 un iperappoggio sulla testa delle dita pi\u00f9 lunghe. Di solito la testa del secondo meta \u00e8 pi\u00f9 lungo e pi\u00f9 anteriore rispetto alle altre.<\/div><div>Lunghezza dei metatarsi M2&gt;M1&gt;=M3&gt;M4&gt;M5<\/div><div>\u00a0<\/div><div>\u00a0PROIEZIONE LATERALE Abbiamo due modalit\u00e0: \u2022 paziente sdraiato, \u00e8 valida per valutare densit\u00e0 ossea, fratture e altre patologie; \u2022 paziente in piedi, valuta l\u2019appoggio del piede statico. Non si possono tracciare le linee del piede o gli angoli da una lastra da sdraiato. L\u2019RX laterale in carico mostra lo scheletro della gamba, tibia e perone in sovrapposizione, il perone \u00e8 visibile anche attraverso l\u2019astragalo; sotto lo scheletro della gamba c\u2019\u00e8 il corpo, collo e la testa dell\u2019 astragalo, ancora pi\u00f9 sotto ritroviamo il calcagno costituito da diverse parti: il talamo con cui si articola con astragalo,l\u2019apofisi anteriore o becco calcaneare, il corpo e la tuberosit\u00e0 posteriore. Tarso posteriore Possiamo vedere il tarso anteriore, lo scafoide e davanti si vede la sovrapposizione dei tre cuneiformi di cui \u00e8 pi\u00f9 visibile il primo. Si vede un pochino arco esterno e cuboide, davanti al calcagno, articolazione tra calcagno e cuboide. Nella parte pi\u00f9 anteriore sono evidenti i metatarsi, sovrapposizione, si vede l\u2019apofisi stiloidea del V meta. Quando la lastra \u00e8 realizzata in carico si pu\u00f2 valutare l\u2019 angolo dell\u2019arco interno del piede, angolo della volta o ANGOLO DI COSTA BERTANI. Per tracciare quest\u2019angolo si prende l\u2019 appoggio anteriore, cio\u00e8,si traccia una linea a partire dalla parte inferiore delle ossa sesamoidi del primo dito,l\u2019altra linea parte dal punto di appoggio posteriore che si trova sotto il calcagno, l\u2019incontro di queste due linee forma un angolo, l\u2019apice di quest\u2019angolo \u00e8 la parte inferiore della rima articolare tra stragalo e scafoide. Questo punto rappresenta il legamento glenoideo tra scafoide e calcagno e la teste astragalica si appoggia su questo legamento che rappresenta per l\u2019appunto l\u2019apice dell\u2019arco interno. Quest\u2019angolo normalmente \u00e8 di 125\u00b0: \u2022 quando aumenta di piede piatto; \u2022 quando diminuisce si parla di piede cavo. LINEA DI SHADE Quando si guarda l\u2019arco interno del piede possiamo tracciare una linea prendendo come punto di riferimento la parte centrale della testa dell\u2019astragalo, la parte centrale dello scafoide, il centro del primo cuneiforme e il centro della testa del primo meta. In un pide normale questa linea \u00e8 dritta, i punti sono allineati.<\/div><div>Nel piede cavo questa linea \u00e8 a concavit\u00e0 inferiore, nel piede piatto \u00e8 a concavit\u00e0 superiore.<\/div><div>\u00a0<\/div><div>Per valutare il bordo esterno del piede si fa una PROIEZIONE OBLIQUA in cui si vede il cuboide, i metatarsi esterni, il becco calcaneare( parte anteriore calcagno), lo scafoide in sovrapposizione con i cuneiformi. Esistono anche altre proiezioni ormai in disuso, per fare esame pi\u00f9 approfonditi si ricorre all\u2019RM e alla TAC. Angolo di Costa-Bertani 125\u00b0 Misura del Valgismo Calcaneare<\/div><div>MISURA DEL VALGISMO DEL CALCAGNO Valuta la posizione del calcagno rispetto alla verticale. In radiologia, per valutare quest\u2019angolo si pone il calcagno tra due marcatori posti lateralmente sulle parti molli, c\u2019\u00e8 un piccolo tacco per sollevare il tallone. Si fa una lastra antero-posteriore, poi si traccia una verticale di riferimento, si prende il centro dell\u2019astragalo e il centro dell\u2019 appoggio del tallone al suolo. Si forma unangolo tra la verticale e la linea mediana che si chiama angolo di valgismo. Normalmente il calcagno non \u00e8 verticale ma c\u2019\u00e8 un angolo di 7\u00b0. Quando il piede \u00e8 piatto aumenta il valgismo, quando \u00e8 cavo il valgismo calcaneare diminuisce fino a diventare varo. Attraverso TAC o RM possiamo rilevare diverse patologie sia a carico dell\u2019osso che dei tessuti molli come per esempio la patologia delle ossa sesamoidi (patologia assiale). Attraverso la tac \u00e8 possibile definire soprattutto una patologia ossea nonostante si vedano anche i tessuti molli, attraverso la risonanza invece anche l\u2019osso ma permette di valutare meglio patologie interosee. Il progresso tecnologico ha aumentato la qualit\u00e0 della definizione, miglioramento delle immagini. Osservando una risonanza magnetica della gamba di sezione nel piano sagittale noteremo le ossa tibia, astragalo, scafoide, calcagno piriforme, le parti molli bianche, muscoli anteriori e posteriori grigi. La zona bianca al davanti del tendine d\u2019Achille si chiama TRIANGOLO di KAJER, se l\u2019RM mostra un\u2019irregolarit\u00e0 del suddetto triangolo si pensa a una patologia del tendine d\u2019Achille. Inoltre si pu\u00f2 valutare lo spessore della parte inferiore del piede, sistema aponeurotico plantare costituito da tessuto fibroso e grasso, anch\u2019esso risulta essere bianco. Quando il grasso sottocalcaneare diminuisce (13- 21mm normale) ci sono problemi nell\u2019appoggio del piede, problemi di ammortizzazione. Nell\u2019anziano c\u2019\u00e8 una riduzione di questo spessore quindi si ha dolore durante la marcia, micro traumi. Questo grasso sottocalcaneare impedisce gli scivolamenti laterali del tarso posteriore quando camminiamo. Per assolvere a questa funzione non \u00e8 contenuto in una sola guaina ma in un sistema compartimentale. Tra astragalo e calcagno c\u2019\u00e8 articolazione sotto astragalica all\u2019interno c\u2019\u00e8 un legamento interosseo, detto seno del tarso.<\/div><div>A volte dopo una distorsione c\u2019\u00e8 una lesione di questo legamento: SINDROME DEL SENO DEL TARSO. Se si vogliono evidenziare le parti contenenti liquidi, si usa fare un RM in T2 in cui il radiologo abbassa artificialmente il segnale del grasso, dunque tutte le cavit\u00e0 contenenti acqua rimangono bianche, come per esempio una ciste.<\/div><div>ANOMALIE DEL PIEDE L\u2019impronta di un piede normale risulta essere ripartita tra una parte anteriore e una parte posteriore (tallone) collegate tra loro dall\u2019appoggio del bordo esterno del piede che rappresenta 1\/3 dell\u2019impronta totale.<\/div><div>PIEDE PIATTO Si parla di piede piatto quando aumenta la larghezza dell\u2019appoggio esterno. Si dice piede piatto di 1\u00b0 quando l\u2019appoggio esterno rappresenta i 2\/3 della larghezza totale; piede piatto di 2\u00b0 quando l\u2019appoggio \u00e8 totale, rappresenta i 3\/3; si dice piede piatto di 3\u00b0 quando il bordo interno dell\u2019impronta diventa convesso (&gt; 3\/3). L\u2019apice della convessit\u00e0 \u00e8 corrispondente al tubercolo dello scafoide; il piede prende contatto al suolo su quest\u2019ultimo, si assiste ad un valgismo calcaneare. Tutti i bambini alla nascita hanno un piede piatto per mollezza dei legamenti. La plasticit\u00e0 dei legamenti si sviluppa nel tempo, la volta \u00e8 formata verso i 10 anni. Il piede piatto \u00e8 molto frequente, 1\u00b0 2\u00b0 3\u00b0 2\/3 3\/3 Bordo interno convesso non \u00e8 patologico nei casi in cui risulta essere morbido e non doloroso. Si possono fare dei test per vedere un piede piatto patologico: TEST o SEGNO di JACK, cio\u00e8 si fa eseguire una dorsi-flessione dell\u2019alluce, normalmente si forma un incavo nella volta, se ci\u00f2 non avviene trattasi di un piede rigido e quindi patologico; si chiede al paziente di alzarsi sulla punta dei piedi, la volta plantare tende ad inarcarsi, in un piede contratturato ci\u00f2 non avviene e risulta anche essere doloroso. Nel piede piatto l\u2019angolo di Costabertani \u00e8 aumentato, ci\u00f2 si vede attraverso la lastra. Per stabilizzare il calcagno nel piede piatto si utilizzano scarpe con la parte posteriore rinforzata. scarpe molto rigide o plantari con l\u2019impronta della volta possono rallentare la comparsa della tonicit\u00e0 del piede, dell\u2019arco plantare. Infatti i plantari vanno usati quando il piede \u00e8 patologico, cio\u00e8 doloroso. Quando un piede risulta essere spastico e doloroso, diventando una vera e propria patologia, bisogna ricercare il perch\u00e9: spasticit\u00e0 dei muscoli, contratture; sinostosi, saldatura tra calcagno e scafoide. Quando si guarda un piede piatto risulta basculato all\u2019interno, e se si osservano le ripercussione a livelli superiori noteremo un ginocchio valgo, rotazione interna del femore, antiversione del bacino e iperlordosi (contatto tra le faccette articolari). durante la crescita per evitare che questi atteggiamenti si fissino si consiglia l\u2019uso di solette che sollevino arco interno del piede. Il piede piatto pu\u00f2 anche essere unilaterale, le ripercussioni potrebbero essere a carico del Tibiale Posteriore che risulta abbassato e quindi attraversare due fasi: infiammazione e rottura, la volta cade ancor di pi\u00f9. PIEDE CAVO Si parla di piede cavo quando l\u2019angolo della volta aumenta. La prima cosa da fare \u00e8 un esame neurologico di base, perch\u00e9 pu\u00f2 essere associato a diverse patologie neurologiche come siringomielia, spina bifida, midollo attaccato. Bobbiamo fare l\u2019esame della motricit\u00e0, ricerca della sensibilit\u00e0 esterocettiva anteriore e posteriore sia dell\u2019arto inferiore che del tronco, la valutazione dei riflessi cutanei e osteotendinei. L\u2019appoggio normale \u00e8 1\/3 dell\u2019appoggio totale, nel piede cavo di I grado questo risulta essere diminuito (&lt; 1\/3), nel piede cavo di II grado l\u2019impronta del bordo esterno sembra scomparire, nel III grado, l\u2019appoggio laterale \u00e8 assente, la parte anteriore e quella posteriore risultano separate. Gli adattamenti del corpo nel piede cavo sono: varismo del calcagno, diminuzione dell\u2019angolo Costabertani, varismo delle ginocchia, rotazione esterna del femore, retroversione del bacino, diminuzione della lordosi lombare, riduzione di tutte le curve.<\/div><div>SVILUPPO E ANOMALIE DELLO SVILUPPO Alla nascita \u00e8 visibile attraverso una Rx solo il tarso posteriore (astragalo e calcagno) non si vede il tarso anteriore. Progressivamente appaiono i punti di ossificazione secondaria che si sviluppano durante l\u2019accrescimento, questo \u00e8 il periodo in cui si possono sviluppare anomalie.<\/div><div>PIEDE TORTO O VARO EQUINO Il piede appare in adduzione supinazione equinismo, \u00e8 una emergenza terapeutica; si deve trattare subito dalla nascita, perch\u00e9 la crescita del bambino \u00e8 molto veloce. Si utilizzano gessi correttivi che si cambiano ogni settimana; quando si fa il cambiamento di gesso si mobilizzano i tessuti. Infine viene fatta una tenotomia cio\u00e8 una sezione del tendine d\u2019Achille, successivamente di nuovo gesso correttivo per altri 15 giorni, alla rimozione segue periodo di riabilitazione.<\/div><div>MALFORMAZIONI DEL PIEDE Possiamo incontrare un metatarso varo in cui si ha una adduzione del piede e un\u2019apertura eccessiva del primo spazio. E\u2019 definito piede preistorico perch\u00e9 le scimmie presentano una pronazione a livello del piede. Nel passaggio a bipede si assiste ad un maggior angolo di apertura tra il primo e secondo metatarso. Si possono avere anche dita sopranumerarie o sottonumerarie. L\u2019assenza di un dito pu\u00f2 comportare dei problemi all\u2019appoggio del piede, ci\u00f2 che risulta compromessa \u00e8 la stabilit\u00e0; a volte \u00e8 associata ad agenesia del perone. Possiamo anche avere anomalie di sviluppo sia del perone che della tibia, malformazioni a livello dello scafoide, come lo sviluppo di un osso sesamoideo detto osso scafoideo accessorio, su cui pu\u00f2 inserirsi il tibiale posteriore o lo stesso tubercolo scafoideo potrebbe risultare diviso in due parti tanto da far pensare ad una frattura. Possiamo assistere anche alla presenza di un osso sopranumerario che si sviluppa nel tendine del peroniero lungo nel suo passaggio vicino al cuboide che va a rinforzare il muscolo stesso. Abbiamo anche un altro osso detto osso trigono che si trova alla coda dell\u2019astragalo prolungandola. Si possono incontrare ossa soprannumerarie un po\u2019 da per tutto nel piede. Continuando con le anomalie del piede dobbiamo menzionare le sinostosi del tarso posteriore meno frequenti quelle del tarso anteriore. Si assiste ad una saldatura pi\u00f9 o meno completa tra due ossa, il pi\u00f9 delle volte tra calcagno &#8211; scafoide e tra calcagno &#8211; astragalo. Tra scafoide e calcagno c\u2019\u00e8 il legamento glenoideo (scafocalcaneare), che alcune volte pu\u00f2 subire un ossificazione pi\u00f9 o meno completa andando a saldare le due ossa. Quando facciamo il test di mobilit\u00e0 per lo scafoide questo risulter\u00e0 non mobile, ma in questi casi non dobbiamo ridare mobilit\u00e0, non trattandosi di una disfunzione osteopatica. Sinostosi tra astragalo e calcagno: effettuando test di mobilit\u00e0 della sottoastragalica non riscontreremo alcun movimento. La sintomatologia che si sviluppa \u00e8 dolore al retro piede, distorsioni recidivanti, contratture della volta plantare (piede piatto). L\u2019osteocondrosi \u00e8 una patologia dello sviluppo, si pu\u00f2 incontrare ovunque nello scheletro. Durante la crescita, l\u2019osso subisce sollecitazioni importanti, che se divengono eccessive potrebbero disturbare il processo di mineralizzazione dell\u2019osso. Il trattamento \u00e8 il riposo, quindi fermare le sollecitazioni meccaniche; l\u2019osteopata ha il compito di valutare la libert\u00e0 dell\u2019articolazione attraverso i test di mobilit\u00e0. La pi\u00f9 comune \u00e8 l\u2019osteocondrosi a livello del ginocchio o Morbo di Osgood-Schlatter, colpisce l\u2019apofisi tibiale, inserzione distale del tendine rotuleo. Qui \u00e8 presente uno specifico nucleo di ossificazione, se c\u2019\u00e8 un osteocondrosi rende l\u2019apofisi tibiale pi\u00f9 debole fino ad arrivare al distacco della stessa perch\u00e9 preposta a sollecitazioni meccaniche molto forti. Se il processo non si arresta l\u2019ortopedico consiglia apparecchio gessato. A livello del piede ci sono tanti nuclei di ossificazione e quindi tante possibilit\u00e0 di osteocondrosi: a livello del calcagno, c\u2019\u00e8 un nucleo di ossificazione posteriore, Morbo di Sever; a livello dello scafoide, Morbo di kohler-Mouchet; a livello delle teste del 2\u00b0, 3\u00b0, 4\u00b0 meta, Morbo di Freiberg. I segni radiologici sono l\u2019addensamento del nucleo di ossificazione e frammentazione. A volte a questi segni non corrisponde una sintomatologia dolorosa quindi non sempre possono essere associati ad osteocondrosi.<\/div><div>TENDINOPATIA DEL PIEDE E CAVIGLIA La pi\u00f9 frequente tendinopatia \u00e8 quella del tendine d\u2019Achille, il pi\u00f9 grande e voluminoso del corpo. Si inserisce sulla tuberosit\u00e0 posteriore del calcagno, \u00e8 formato da fibre collagene longitudinali, non \u00e8 circondata da guaina sinoviale, ma c\u2019\u00e8 uno sdoppiamento della aponeurosi della gamba,scivola all\u2019 interno di un tessuto grassoso. Nella zona preterminale, 4-5 centimetri al di sopra del calcagno c\u2019\u00e8 una zona pi\u00f9 stretta, minor larghezza del tendine, per allargarsi di nuovo sul calcagno. Come tutti i tendini ha una doppia vascolarizzazione arteriosa: 1. una parte della vascolarizzazione arriva dai muscoli del polpaccio ed \u00e8 discendente; 2. l\u2019 altra parte sale e arriva dall\u2019osso, il calcagno. Questi due sistemi vascolari convergono, la zona di convergenza \u00e8 la zona pi\u00f9 stretta. Sul piano vascolare questa zona \u00e8 la meno vascolarizzata: sistema terminale. Possiamo incontrare diverse tendiniti:<\/div><div>TENDINOPATIA: infiammazione del tendine stesso;<\/div><div>TENOBORSITE: si sviluppa una borsa sierosa come succede spesso tra il calcagno e il tendine di achille o tra il tendine e la pelle per lo sfregamento della scarpa;<\/div><div>ENTESOPATIA: tendinite da inserzione del tendine sull\u2019osso, infiammazione della zona di inserzione. La pi\u00f9 diffusa \u00e8 la tendinopatia della zona pi\u00f9 stretta, zona pi\u00f9 colpita dal processo infiammatorio per problemi meccanici, vascolari, anatomici, lesioni osteopatiche. I fattori scatenanti possono essere: fattori locali, disturbi anatomici (malformazione), disfunzione osteopatica, cio\u00e8 anomalie nella biomeccanica normale; tra i fattori locali possono anche menzionare l\u2019uso di scarpe rovinate, molte volte cambiando la scarpa passa la tendinopatia; fattori generali, dietetici: disidratazione e consumo eccessivo di carne rossa. Se dopo aver verificato tutti i fattori precedentemente elencati la tendinopatia recidiva, si va alla ricerca di un focolaio infettivo nascosto. Nelle tendinopatie recidivanti, infiammazione cronica, si ricerca un focolaio infettivo a distanza, per esempio si fa una panoramica dentario per vedere se c\u2019\u00e8 un focolaio infettivo alla radice di un dente, o per esempio si va a ricercare un\u2019 infiammazione alla prostata. Quando c\u2019\u00e8 un\u2019 infiammazione del tendine, c\u2019\u00e8 un edema e successivamente la rottura di fibre collagene, segue un processo di cicatrizzazione, vi \u00e8 la formazione di un nodulo fibroso, deposito di fibrina. Si assiste ad uno slargamento del tendine, ad una tumefazione, nodulo, si formano aderenze. L\u2019esame di riferimento \u00e8 l\u2019ecografia. Si pu\u00f2 fare anche una RM, in cui si pu\u00f2 vedere il tendine e il nodulo tendinoso, una fessura nel tendine, che indica un inizio di rottura, raramente possiamo incontrare una calcificazione del tendine come succede dopo una tendinopatia prolungata, ed indica la fine del processo infiammatorio. Quando c\u2019\u00e8 un\u2019infiammazione la fibrina aumenta e si deposita creando un pacchetto fibrotico, si formano delle aderenze, il tessuto si ispessisce, a volte questo deposito calcifica. Il focolaio infiammatorio si organizza a volte si forma una caverna che alla fine del processo calcifica. Quando c\u2019\u00e8 un tendine irregolare il chirurgo cerca di fare incisioni al tendine per ridurre i noduli e creare un processo di cicatrizzazione che vada a rinforzare il tendine stesso. La fragilizzazione progressiva del tendine porta alla sua rottura e ci\u00f2 dipende dalla resistenza delle sue fibre. Conseguente ad un impulso ci pu\u00f2 essere la rottura parziale, quasi totale e totale con retrazione del tendine e scomparsa del triangolo di kagger. La rottura del tendine d\u2019Achille si riconosce all\u2019ispezione con il rilevamento di una depressione lungo il suo decorso. Si manifestano due segni clinici: 1. segno di Guedj, cio\u00e8 aumento della flessione dorsale del piede. A paziente prono, con piedi al di fuori del lettino, normalmente per la tensione del tendine, il piede presenta una leggera flessione plantare. Quando il tendine si rompe questa tensione viene a mancare, il piede cade verticale; 2. segno di Thompson, in condizioni normali, alla pressione sul polpaccio si assiste ad una piccola flessione plantare a livello del piede, quando il tendine \u00e8 rotto non si ha nessuna risposta.<\/div><div>Il morbo di Haglud, favorisce la tendinopatia del tendine d\u2019Achille. Un&#8217;ipertrofia della tuberosit\u00e0 posteriore del calcagno provoca sfregamento e rottura del tendine. Non \u00e8 congenita ma \u00e8 secondaria ad un tendine corto. In questo caso il cammino avviene sulle punte dei piedi, non si arriva ad appoggiare il tallone al suolo. Per effettuare la diagnosi viene portato il piede passivamente in flessione dorsale. Normalmente la flessione \u00e8 di 20\u00b0, 30\u00b0, quando il piede non arriva a questi gradi di flessione siamo in presenza di un tendine corto. Il trattamento \u00e8 chirurgico, preceduto e seguito da stretching.<\/div><div>TENOSINOVITI: infiammazione della guaina sinoviale. Possono essere colpiti il tibiale posteriore, il tibiale anteriore, i peronieri, gli estensori e i flessori. Alla RM \u00e8 possibile rilevare l\u2019edema nella guaina sinoviale, che in T2 appare di colore bianco perch\u00e9 contenente liquidi, si formano aderenze. Se c\u2019\u00e8 una lesione del tendine del tibiale posteriore cade la volta perch\u00e9 esso passando al di sotto della pianta da sostegno e rinforzo a quest\u2019ultima.<\/div><div>INFIAMMAZIONE APONEUROSI PLANTARE E ROTTURA All\u2019infiammazione della aponeurosi plantare a volte segue la sua rottura successiva ad un forte impulso, si accusa un dolore fortissimo ed \u00e8 impossibile effettuare alcuna palpazione, sar\u00e0 evidente un edema plantare. MORBO DI PEYRONIE Fibrosi dei corpi cavernosi del piede.<\/div><div>MALATTIA DI LEDDERHOSE Pu\u00f2 essere paragonata al morbo di DUPUYTREN nella mano. Si assiste ad una fibromatosi nei tendini dei flessori delle dita o aponeuresite, vi \u00e8 la presenza di noduli lungo il loro decorso. A volte \u00e8 dolorosa altre no, ci\u00f2 dipende dal rapporto tra i nervi e i noduli; il nervo plantare pu\u00f2 essere inglobato nel nodulo.<\/div><div>SPINE CALCANEARI \u00c8 una patologia dolorosa, la spina spesso \u00e8 centrale; \u00e8 una spina che cresce nella parte posteriore o inferiore del calcagno per un eccessiva trazione della fascia plantare che, avendo perso la sua elasticit\u00e0 per fenomeni degenerativi risulta infine pi\u00f9 rigida. Possono apparire anche in infiammazioni croniche come l\u2019artrite reumatoide, spondilite anchilosante. Clinicamente la sua origine \u00e8 meccanica, ma come detto prima le ritroviamo anche nella patologia infiammatoria cronica. Sono visibili attraverso gli RX, alla palpazione si pu\u00f2 avvertire pi\u00f9 o meno dolore. Quando alla palpazione sulla tuberosit\u00e0 calcaneare interna, dove si inserisce il tendine dell\u2019abduttore dell\u2019alluce, si riferisce dolore, si parla di tendinopatia e non di spina calcaneare, ma sarebbe meglio definirla fascite plantare.<\/div><div>\u00a0<\/div><div>ALLUCE VALGO \u00c8 un\u2019angolazione eccessiva dell\u2019alluce rispetto all\u2019asse del piede. Quando si osserva, sono evidenti tre deformazioni: 1. l\u2019angolazione dell\u2019alluce provoca con la sua pressione la deformazione delle altre dita, che si vanno ad infilare al di sotto di esso; 2. l\u2019apertura del primo spazio d\u00e0 vita a un metatarso varo; 3. l\u2019alluce subisce una torsione assiale lungo il suo asse longitudinale, il bordo interno si abbassa. C\u2019\u00e8 una progressiva riduzione delle parti molli, i tendini dei flessori e degli estensori si accorciano aggravando la deformazione. Si assiste ad una lussazione non solo dell\u2019alluce ma anche dei due ossi sesamoidi, si sviluppa una borsite nella convessit\u00e0 , spesso incontreremo una spina, un\u2019escrescenza ossea, il trattamento \u00e8 chirurgico, si interviene sia sulle parti molli che sull\u2019osso, osteotomia per ridurre alluce valgo. Valgo e pronato Metatarso varo<\/div><div>ALLUCE RIGIDO \u00c8 riferibile ad un\u2019artrosi dell\u2019articolazione metatarso &#8211; falangea. Si ha una limitazione della mobilit\u00e0 che porta a problemi durante il passo perche non si riesce a iperestendere l\u2019alluce. Si assiste ad una modificazione dell\u2019appoggio, il piede si atteggia in rotazione esterna, ci\u00f2 pu\u00f2 portare allo sviluppo di una pubalgia o una lombalgia. Si usa una soletta convessa per modificare l\u2019appoggio del passo<\/div>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GRECO EGIZIANO QUADRATO PIEDE STATICO Quando si sta in piedi senza muoversi l\u2019appoggio al suolo avviene per il 50% sul retropiede (parte posteriore) e 50% sull\u2019avampiede (parte anteriore) di questo il 35% sulla parte interna e il 15 % sulla parte esterna. 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